La legge è Legge

Omessa custodia e malgoverno di animali

CORTE DI CASSAZIONE - IV SEZ. PENALE N.25474/2007

Due importanti principi sono stati stabiliti dalla Corte di Cassazione in materia di cani pericolosi. La responsabilità che discende dall'art.672 p.c., non grava solo sul proprietario, ma sul detentore inteso come colui che (proprietario o no) detenga di fatto l'animale.
Infatti l'obbligo sorge ogni volta sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l'animale ed una data persona, posto che l'art. 672 c.p. relaziona l'obbligo di non lasciar libero l'animale o di custodirlo con le debite cautele al possesso dell'animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto.
Non esistono elementi oggettivi per definire se un cane sia pericoloso.
Dice la Corte che pericolosi per l'altrui incolumità devono ritenersi non soltanto gli animali in cui la ferocia è caratteristica naturale e istintiva ma tutti quelli che, sebbene domestici, possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze. Dal novero di questi ultimi non si può escludere il cane normalmente mansueto; per tale categoria di animali la pericolosità deve essere accertata in concreto considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante.

Nel caso giudicato è stata accertata la responsabilità per lesioni colpose di un uomo a cui, durante l'apertura del cancello automatico del giardino, era sfuggito il cane di proprietà di suo figlio, cane che aveva addentato un pedone sulla pubblica via.

Dispositivi anti - autovelox

CASSAZIONE CIVILE - SEZ. I - SENTENZA 24 MAGGIO 2007 n.12150
La Corte di Cassazione ha stabilito l'esatto contenuto dell'art.45 commi 9bis e 9ter del Codice della Strada relativo all'utilizzo di apparecchi concepiti per eludere i controlli eseguiti con apparecchiature di rilevamento della velocità.

Secondo la Corte infatti ricadono nella violazione tutti i dispositivi che sia segnalando soltanto la presenza dei rilevatori di velocità, oppure localizzandoli attraverso coordinate geografiche o toponomastiche, oppure adottando entrambi questi meccanismi, consentano al conducente di superare i controlli, riducendo momentaneamente la velocità per mantenerla entro i limiti consentiti o addirittura permettendogli di mantenere la velocità vietata.

Salvo che il fatto non costituisca reato, la sanzione amministrativa per chi utilizza, produce, commercia tali dispositivi, comporta il pagamento di una somma da 708 a 2834 euro e la confisca del dispositivo.

Rispetto del semaforo..

CASSAZIONE CIVILE - SENTENZA 16 OTTOBRE 2007 n. 21617


La Corte di Cassazione ha ritenuto che il mancato rispetto del semaforo rosso è la violazione alle norme fondamentali del Codice della Strada più conosciuta e di facile percezione.
Anche per un pedone il rispetto di questa norma è un obbligo, la cui violazione nasce da una scelta consapevole dell'individuo.

Nel caso trattato, la Corte, confermando i suoi precedenti orientamenti, nonché la sentenza della Corte d'Appello, escludeva l'indennizzo ad un lavoratore che nel tragitto casa/lavoro, avendo attraversato la strada col semaforo che prioettava luce rossa nella sua direzione di marcia, era stato investito da un autoveicolo.

La violazione a carico del pedone, prevista dagli articoli 41 e 146 co2 del Codice della Strada, comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 36,00 a 148,00 euro