La legge è Legge

Affidamento consapevole del veicolo

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda
Sentenza n. 10162 del 30/04/2009.
Circolazione stradale - Art. 126/bis (patente a punti) e 180 (possesso dei documenti di circolazione e di guida) del Codice della Strada.

Il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione del veicolo stesso, nei confronti è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione.

Da ciò consegue che il proprietario necessariamente risponde dell'eventuale propria incapacità d'identificare tali soggetti, sia nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per quanto concerne le sanzioni, quanto nei confronti di terzi, per i danni arrecati, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in modo da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente.
Con tale sentenza la Cassazione stabilisce quindi che il proprietario è sempre tenuto a sapere chi aveva la conduzione o il possesso del suo veicolo.

Si evidenzia che anche il Tribunale di Ferrara si è pronunciato nello stesso modo con le sentenze del 26 maggio 2009 relative ai procedimenti R.G. n. 5596/2008 e R.G. 5563/2008. Con tali sentenze il Tribunale ha confermato i verbali di violazione dell’art. 126-bis del Codice della Strada, redatti a carico di due proprietari che non avevano comunicato i dati del conducente per la detrazione dei punti della patente, e sostanzialmente ha censurato le sentenze del Giudice di Pace di Portomaggiore (FE) che nel giudizio di primo grado aveva invece annullato i verbali.

Ebbrezza alla guida

CORTE DI CASSAZIONE - IV SEZIONE PENALE n. 21617/2010
La Suprema Corte si pronuncia sull’utilizzo dei decimali in occasione delle prove eseguite con Etilometro, rigettando il ricorso di un conducente.

Premesso che il 2° comma dell’art. 186 del Codice della Strada prevede alle lettere b) e c) quanto segue:

b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).
c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l).

Nel caso in questione, al ricorrente era stato contestato un tasso alcolemico pari a 1,56 g/l, pertanto, visto che la norma indica i valori di soglia facendo riferimento ai soli decimi, lo stesso riteneva che i centesimi indicati dallo strumento non avessero rilievo e quindi non avrebbe superato la soglia di cui alla lettera c).

Di altro avviso invece la Suprema Corte che rigettando il ricorso affermava "che l'omessa indicazione della seconda cifra decimale nulla abbia a che vedere con la volontà di approssimare ai soli decimi di grammo/litro gli accertamenti più corretti, puntuali e precisi forniti dalla strumentazione disponibile".

Uso del telefono cellulare durante la guida

CASSAZIONE CIVILE sez.II 28/02/08 n. 13766

La norma del Codice della Strada che vieta l’uso del telefono cellulare durante la guida dei veicoli, non è limitata al fatto che venga effettuata una conversazione telefonica.

Infatti con l’inciso "è consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare che non richiedano per il loro funzionamento l’uso delle mani" il legislatore vuole prevenire comportamenti tali da determinare in generale la distrazione dalla giuda ed, in particolare, l’impiego delle mani del giudatore in operazioni diverse da quelle strettamente inerenti la guida stessa.

Pertanto l’uso del cellulare per mandare o ricevere sms, consultare la rubrica del telefonino ecc. "in quanto determina non solo una distrazione ma lo spostamento dell’attenzione dalla guida all’apparecchio e la temporanea indisponibilità delle mani, nonché possibili ritardi nei tempi psicotecnici di reazione, è vietato"

CASSAZIONE CIVILE sez.II 26/4/2007 n.9940

E' stato annullata dalla Corte di Cassazione una sentenza di un Giudice di Pace il quale aveva accolto il ricorso di un medico, sanzionato ai sensi dell'art.173 Codice della strada, basato sulla stato di necessità che lo aveva indotto ad usare il cellulare durante la guida, in quanto contattato da una paziente colta da malore.

La Cassazione sostiene che non è possibile, in questa circostanza richiamare lo stato di necessità (art.54 c.p. "salvare sé od altri dal pericolo di un danno grave alla persona") tanto più che il sanitario avrebbe potuto prestare soccorso alla paziente solo a veicolo fermo e non durante la giuda rischiando di mettere in pericolo sé e gli altri.

Codice della Strada - Art.173 comma 2 "E' vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di cuffie sonore..."

Norme generali sui segnali verticali

CASSAZIONE CIVILE sez. II 24/04/2007 n.10854
E' stata annullata dalla Corte di Cassazione la sentenza di un Giudice di Pace siciliano che aveva accolto il ricorso di un automobilista rilevando che la segnaletica verticale era incompleta in quanto non riportante gli estremi dell'ordinanza comunale sul retro del cartello.

Secondo la Corte invece, tali indicazioni previste dall'art.77 co.7 del regolamento del Codice della strada, sono solo destinate a consentire il controllo, da parte degli utenti della strada, che il segnale sia stato collocato in seguito ad un provvedimento comunale.

La loro mancanza determina perciò solo un'irregolarità che non inficia la sanzione amministrativa inflitta all'automobilista.

Solo con la mancanza totale dell'ordinanza tale sanzione avrebbe potuto essere annullata

Divieto di gareggiare in velocità con veicoli a motore

CASSAZIONE PENALE sez.IV 06/04/2007 n.14463
L'art. 9 ter del Codice della Strada prevede che: "....chiunque gareggia in velocità con veicoli a motore è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da euro 5000 ad euro 20.000"

L'articolo citato contempla dunque un reato per il quale è prevista sia una pena detentiva che pecuniaria.

A riguardo la Corte di Cassazione ha precisato che per l'esistenza del reato non è necessario che vi sia un preventivo accordo tra i conducenti dei veicoli, cioè che sia stata organizzata una vera e propria gara, ancorchè non autorizzata. Al contrario è necessario invece che esista il dolo ossia la volontà delle persone, anche se estranee fra di loro, di entrare in competizione tentando di superarsi e prevalere l'uno sull'altro.

Non è neppure fondamentale che i veicoli abbiano potenzialità tecniche simili; infatti nel caso sul quale ha sentenziato la Corte, la gara avveniva tra una Fiat Bravo 1900cc turbo diesel ed una Fiat 500.

In sostanza quella che molti considerano una semplice "bravata" o al massimo una condotta di guida imprudente o indisciplinata, anche qualora non sia aggravata da più tragiche conseguenze quali la morte delle persone, viene a costituire un reato a cui consegue la sospensione della patente ed il sequestro preventivo del veicolo finalizzato alla confisca.